1. In genere si prende in considerazione l'entità del fatturato annuo per decidere della quotabilità in Borsa delle società. Questo riferimento, sebbene di grande utilità, è generalmente errato. Ciò che è rilevante è invece il "Valore" dei titolo che la società immette sul Mercato (flottante); se tale valore è troppo piccolo può non generarsi un corretto mercato del titolo. Tale valore si stima che debba essere almeno tra 10 e 20 miliardi; idealmente in funzione del tipo di mercato.Se una società volesse raccogliere dal mercato 20 miliardi offrendo al pubblico non oltre il 50% del Capitale stesso finale, occorre che la stessa valga, prima dell'Offerta, 20 miliardi. Quindi una società che abbia un utile netto corrente di 1,5/2 miliardi, che probabilmente fattura 20/30 miliardi ed ha un programma di investimenti, e quindi di sviluppo, può senz'altro avere un valore di 20/30 miliardi. E' quindi importante la valutazione dal punto di vista dell'Investitore finanziario, valore che dipende dal reddito, dai flussi di cassa, dal progetto di sviluppo, dai multipli di settore, dal settore in cui opera l'azienda.Il fatturato è pertanto un elemento di controllo della stabilità e rischio dell'azienda sul proprio mercato, è molto più importante il progetto.
2. La quotazione in Borsa consente di approvvigionare le aziende di capitali in modo conveniente, agevole, dinamicamente e senza particolari limiti e con nessuna garanzia e consente ai soci di vendere ad ottime condizioni in tutto o in parte le loro azioni, e inoltre: